Ex Sloi e Carbochimica, dalla Pat un percorso per l’acquisto e bonifica delle aree. Il Comune di Trento: "Obiettivo condiviso, fondamentale lavorare assieme"
La proposta è stata messa sul tavolo del ministro Gilberto Pichetto Fratin. Per procedere in questa direzione la proposta è utilizzare i 2 milioni di euro predisposti dal Parlamento per creare un percorso tecnico-ambientale, ma ancor prima giuridico per realizzare uno studio multidisciplinare che dia delle linee guida per espropriare i circa 10 ettari del sito Sin

TRENTO. “Affinché il percorso si concretizzi al più presto, è opportuno che ci sia da subito un comune impegno per il reperimento delle risorse attingendo a tutte le forme di finanziamento disponibili”. Questa la dichiarazione congiunta dell'assessora con delega in materia di transizione verde, innovazione digitale e partecipazione, Giulia Casonato e dell'assessore del Comune di Trento con delega in materia di mobilità e rigenerazione urbana Ezio Facchin in merito a quanto deciso nell'ultima Giunta provinciale.
Nel corso dell'odierna giunta provinciale si è confermata la volontà di avviare un percorso per acquisire le cosiddette aree Sin (Sito di interesse nazionale per problemi di inquinamento) attualmente sotto sequestro dell’ex Sloi e Carbochimica per poi procedere alla bonifica, una volta che i terreni saranno pubblici, con i contributi dallo Stato.
La proposta è stata messa sul tavolo del ministro Gilberto Pichetto Fratin. Per procedere in questa direzione la proposta è utilizzare i 2 milioni di euro predisposti dal Parlamento (1 milione sul 2023 e 1 milione sul 2024) per creare un percorso tecnico-ambientale, ma ancor prima giuridico per realizzare uno studio multidisciplinare che dia delle linee guida per espropriare i circa 10 ettari del sito Sin visti gli obblighi ancora oggi inespressi che gravano sui proprietari per la messa in sicurezza e bonifica dei terreni.
Il ministro ha apprezzato e condiviso la proposta della Provincia autonoma di Trento e fornirà il proprio contributo per costruire il gruppo di lavoro che potrà essere formato tra gli altri dalla Provincia, il Comune di Trento, l’Avvocatura dello Stato, Ispra e l’università di Trento. Questo tavolo dovrà mettere nero su bianco la giusta direzione da prendere per evitare possibili futuri ricorsi giuridici.
“La prospettiva descritta dalla Giunta provinciale – hanno spiegato Casonato e Facchin - di un percorso tecnico-ambientale che conduca alla bonifica delle aree inquinate ex Sloi e Carbochimica è un obiettivo condiviso sul quale è positivo che le amministrazioni comunali e provinciali continuino a lavorare insieme. Il by-pass ferroviario può e deve essere l’occasione per affrontare un tema, quello dei terreni inquinati di Trento nord, importantissimo per il futuro ambientale della nostra città”.












